Alla memoria di A.S. E per S. Alla sua forza Alla sua rabbia Alla sua dolcezza
In memoria di tutte le storie. Quando scrivo Jean di solito viene fuori Jena. (Ora per scriverlo bene ci metto un po’ - devo controllarmi un bel po’) Ecco Jean è una Jena. E come una Jena ti gira attorno, ti raggira e ti salta addosso e ti morde proprio quando sei li che boccheggi e stai per andartene e ti insegna il mestiere più forte e più difficile per gli uomini, l'ultimo compito. Jean Luc la Jena ci ha insegnato il sangue, il senso del sangue, raccontandoci una storia, la storia di un uomo giovane che decide di tornare sui suoi passi, per rivedere la famiglia, il suo mondo, nel momento della morte. La storia di questo viaggio e di tutti quelli persi di vista, che incontra e ritrova, i personaggi, tutti i personaggi, i gruppi, i cori, le bande, e poi la Famiglia, quella da cui si ha ereditato, e l’Altra Famiglia, la Famiglia che abbiamo voluto scegliere, la famiglia segreta, l'Accomodamento, ecco. E poi gli Amanti. I Ragazzi e gli Uomini. I Morti. Poi alla fine - all'ultimo morso - la Jena si è avvicinata e ci ha rivelato il suo segreto: Dopo - ha detto - dopo, quello che faccio è partire. Non tornerò mai più. Muoio. Qualche mese dopo, un anno al massimo. Una cosa però, di cui mi ricordo e che voglio raccontare (dopo, avrò finito): a volte, negli ultimi tempi, mi succedeva di sorridere a me stesso come per fare una fotografia. Oggi voi ve la ripassate (cercando di non sporcarla né di lasciarci colpevoli impronte) “Lui era proprio così” dite. Ed è talmente falso, se rifletteste un momento lo ammettereste, è talmente falso: io facevo finta.
settembre 1995/marzo 2011
Roberto Corradino
Note sul testo Le pays lontain - Il paese lontano, considerato il capolavoro di Lagarce, è la storia di un giovane uomo Louis che, alla vigilia dei 40, dopo anni di assenza e dopo essersi costruito una vita altrove, ritorna al suo paese natale per annunciare ai suoi la sua morte imminente. È un viaggio metafisico con un addio imperfetto - il protagonista non riuscirà a dire della sua morte imminente alla sua famiglia. Questa cerimonia dell'addio è una sorta di viatico per il paese lontano - che è citazione shakespeariana - dove fra rese dei conti, chiarimenti sempre rimandati, confessioni e ricordi imperfetti ai personaggi reali si aggiungono tutte le figure incontrate in una vita, le amicizie e gli amori di Louis, ma anche i morti, in un continuo salto temporale e in una dilatazione che fa, del momento finale dell'esistenza e della parola il mezzo e il fine stesso della possibilità di stabilire il contatto umano. Un affresco corale, tra vecchio e nuovo mondo, tradizione e contemporaneità, tra sentimenti puri e cose non dette, sul senso ultimo e il mistero dell'esistenza.
L'autore Jean Luc Lagarce (1957-1995) s'impone come scrittore teatrale tra i più prolifici di Francia, oltre a risultare il più recitato nel suo paese dopo Molière. E diventa subito un caso per la sua vita straripante di teatrante su tutti i piani, fondatore di compagnie e case editrici, e specialmente per aver creato una sua lingua in decine di commedie a volte tragiche, ma sempre ricche di humour, in cui coesistono magari vivi e morti, e la materialità straripante del linguaggio la fa da padrone. Il suo è un teatro di parola, in essa risiede tutta la forza drammaturgica, coadiuvata da un ritmo incalzante - a tratti esitante - dei personaggi che sotto l'apparente ripetizione delle parole "recitano la recita della verità del dire". Fonda nel 1977 a Besançon la compagnia Le Théâtre de la Roulotte, e nel 1992 la casa editrice Les Solitaires Intempestifs, dirige parecchi testi classici (Beckett, Goldoni, Ionesco) e ci lascia 25 testi, fra cui: Retour à la citadelle, Les orphelins, Music-hall, Histoires d'amour derniers chapitres, Nous les héros, Juste la fin du monde, Le pays lointain. In Italia sono stati pubblicati: Ero in casa e aspettavo la pioggia / Le regole del saper vivere nella società moderna traduzione di B. Nativi ; Il paese lontano, traduzione di F. Moccagatta, Intercity plays 1998. È in corso di pubblicazione l'opera completa per i tipi della Ubulibri, diretta da Franco Quadri di cui è stato pubblicato il primo volume, in concomitanza del "Progetto Lagarce" diretto da Luca Ronconi per il Piccolo Teatro di Milano, che ha messo in scena "Giusto la fine del mondo" e "I pretendenti" nella passata stagione 2009.
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